Le soluzioni a tasso variabile prevedono un tasso di interesse che varia a seconda dei vari cambiamenti a livello di mercato. Con i mutui a tasso variabile, l'istituto creditizio applica un tasso di interesse che nasce da due valori ben definiti: l'Euribor ("Euro Interbanking Offered Rate") e lo spread applicato dall'istituto finanziario; se subentrano dei cambiamenti a livello dei suddetti parametri, varierà di conseguenza l'entità delle rate da versare. L'Euribor è una misura indicativa del costo che la banca deve sostenere per acquistare il denaro. Diversamente, lo spread subisce il diretto controllo della banca che si fa garante del prestito ed è assimilabile al suo guadagno. Tendenzialmente si può constatare come al crescere della durata del mutuo cresca conseguentemente l'ammontare dello spread applicato dalla banca, per quanto questa non costituisca una legge universalmente valida. A titolo di esempio: con la presenza di un tasso Euribor a sei mesi pari a 3, 40% e uno spread di 1, 36% si avrà un tasso di interesse finale corrispondente alla somma di questi due valori, cioè a 4, 76%. Una successiva incremento dell'Euribor porta quindi ad un tasso di interesse finale più elevato: se dopo un anno il valore dell'Euribor raggiungesse quota 3, 60%, il tasso di interesse complessivo da pagare all'istituto mutuante sarebbe equivalente a 4, 96%.